♫ ℓ' Aиgєℓσ ∂αgℓι O¢¢нι ∂ι ¢σвαℓтσ ♪❤
ho un involucro freddo come il ghiaccio,ma sotto di esso batte un cuore che arde
welcome
My little corner of paradise in the middle of Hell
Informazioni personali
giovedì 17 novembre 2011
Jovanotti time
vecchie che ballano nelle chadillac
muscoli d'oro, corone d'alloro
canzoni d'amore per bimbi col frack
musica seria, luce che varia
pioggia che cade, vita che scorre
cani randagi, cammelli e re magi
forse fa male eppure mi va
di stare collegato
di vivere di un fiato
di stendermi sopra al burrone
di guardare giù
la vertigine non è
paura di cadere
ma voglia di volare
mi fido di te
mi fido di te
mi fido di te
mi fido di te
io mi fido di te
ehi mi fido di te
cosa sei disposto a perdere
Lampi di luce, al collo una croce
la dea dell'amore si muove nei jeans
culi e catene, assassini per bene
la radio si accende su un pezzo funky
teste fasciate, ferite curate
l'affitto del sole si paga in anticipo prego
arcobaleno, più per meno meno
mi fido di te
mi fido di te
mi fido di te
cosa sei disposto a perdere
mi fido di te
mi fido di te
io mi fido di te
cosa sei disposto a perdere
rabbia stupore la parte l'attore
dottore che sintomi ha la felicità
evoluzione il cielo in prigione
questa non è un'esercitazione
forza e coraggio
la sete il miraggio
la luna nell'altra metà
lupi in agguato il peggio è passato
mi fido di te
mi fido di te
mi fido di te
cosa sei disposto a perdere
eh mi fido di te
mi fido di te
mi fido di te
mi fido di te
cosa sei disposto a perdere
martedì 25 ottobre 2011
Night&Music
Ma dato che non posso uscire realmente, libero la mente. Indosso le mie cuffione di Berska (sia lodato il giorno in cui le ho comprate, i migliori 29.99 € spesi). Seleziono "The Sound Of Silence", premo play, chiudo gli occhi e lascio che la musica faccia il resto. Mi scorre dentro. Il cuore pompa e non importa se i miei occhi son lucidi. Lascio che la musica entri nel profondo, che circoli e depuri il tutto, che si porti via il male, il dolore, la stanchezza, il malumore... Trascina via tutto, poi esce di nuovo e quando rientra è pronta per un altro giro. Piano piano passa come acqua ossigenata sulle ferite interne. La stanza è buia, solo la luce del pc. Continuo a immaginare... Inizio a camminare, la sagoma prende forma, sono io, nel mezzo di una via buia, cammino e tutto quello che succede intorno, mi scivola addosso. Piove, ma non mi bagno. eppure sento l'acqua che scroscia... sento il suo rumore in lontananza, forse è solo il rumore della musica che lava via tutto. Le canzoni passano in casuale, e anche se pestan i bassi, non fanno male, il cuore segue il ritmo e pompa... pompa il sangue e lei, lei che è medicina e rimedio per tutti i miei mali, almeno apparentemente, per poco riesce a calmarmi e a farmi sentire leggera... Almeno quando riaprirò gli occhi avrò l'illusione di stare meglio. Perchè in fondo noi fuggiamo le ferite e il dolore, se abbiamo una ferita profonda, ci allontaniamo da essa, abbiamo paura del dolore... Le lezioni di leggere&scrivere cinema poi portano a riflettere... Devo chiudere quella forbice, ostacoli e azioni, finchè il mondo reale non coinciderà (almeno in parte) con il mondo che vorrei.
lunedì 11 luglio 2011
Casualità?
martedì 14 giugno 2011
giovedì 9 giugno 2011
Futuro

Ti ritrovi sul bordo del baratro e guardi giù...una profonda gola nera che sembra inghiottire tutto quello che vi cade dentro. Questa è l'immagine del tuo futuro... Hai paura,vorresti saltare...e ci sono delle volte in cui ti fai coraggio...ti allontani di spalle,ti rivolti...fissi quel bordo che sai essere la fine del presente e l'inizio del tuo futuro,prendi la rincorsa,ma quando sei li li x saltare ti blocchi,rischiando anche di cadere. Hai troppa paura per fare quel dannato salto,non sai se dall'altra parte troverai qualcosa di bello o solo una brutta botta,sbucciature e dolore... così rimani li seduta sul bordo a ciondolare con le gambe e a fissare quel vuoto ponendoti 1000 domande
giovedì 5 maggio 2011
Ice Lady
Qualcuno mi ha denominata scherzosamente Ice Lady! Temo che non abbia tutti i torti, a furia di espormi e di prendere musate finirò con il divenirlo davvero. Poi chi avrà anche la faccia tosta di lamentarsi si beccherà un sentito "VAFFANCULO".
Con questa buona notte a tutti
lunedì 2 maggio 2011
2-5-2011
Ahahahah me lo aspettavo,ci avevo sperato,ma in fondo sapevo che era tutta una semplice farsa. Non sono neppure più di tanto delusa,anzi sono contenta xkè posso confermare la mia tesi! Merda eri e merda rimani!
C.V.D.
venerdì 8 aprile 2011
"Per sempre"... per me ne esiste solo uno
Credevo esistesse,ci ho creduto per tanto tempo. Da bambina amavo quei finali romantici... mi beavo e tessevo tele intricate con gli stessi finali.
Ogni storia che mi immaginavo terminava con " e vissero per sempre felici e contenti".
Sono cresciuta con quell'illusione... Il per sempre in testa mi ha fottuto il cuore più di una volta. Nulla è per sempre...l'ho imparato a mie spese...troppe delusioni,troppe sofferenze,troppe parole al vento...per sempre che cos'è? E' un tempo lunghissimo e si sà.... il tempo cambia le cose...Noi cambiamo,non ci possiamo fare nulla,cresciamo inevitabilmente. Anche senza delusioni al per sempre smettiamo di crederci. Non siamo più le bambine di un tempo... basta favole,principi,cavalli bianchi.
E' tutto completamente diverso da grandi.
Poi però una piccola vocina mi suggerisce che un ad un "per sempre" posso credere...
Volgendo lo sguardo all'indietro le vedo ridere,le vedo scazzare,le vedo piangere,ballare,urlare,fare cazzate...le vedo vivere e crescere insieme... Mi siedo come una spettatrice e assisto a quella splendida storia...rivedo tutta una vita insieme...una vita per davvero mica tanto per dire...non importa più dove siamo...o chi siamo diventate... l'affetto che proviamo l'una per l'altra va oltre l'inimmaginabile... eccolo il mio finale...eccola la mia favola a cui potrò sempre credere,poichè è la Mia storia...la Nostra storia... Siamo io&lei...saremo sempre e per sempre quelle due bambine che si vogliono bene,due sorelle per scelta...l'unica a cui crederò se mi dirà "Per sempre insieme"
lunedì 28 marzo 2011
MASQUERADE

Anticamente gli attori indossavano maschere,le più disparate,ma sotto quella maschera erano sempre se stessi! Le usavano a seconda della situazione,potevano essere un uomo d'affari e la volta dopo una donna d'alto rango. Eppure l'attore che la indossava era sempre lo stesso. La gente magari non lo notava,si fermava a quella che era l'apparenza a ciò che con lo sguardo vedeva. I colleghi,gli amici,i parenti invece sapevano che quella donna,la volta prima era un uomo o un bambino. In sostanza,sotto alla superficie o sotto alla maschera,noi siamo sempre noi stessi. C'è chi indossa una maschera ogni giorno,mostrando o solo una parte o qualcosa che in realtà non è. Questo per svariati motivi.
Sotto la superficie la sostanza non cambia...
Credo che diverrò un'attrice d'altri tempi... La mia maschera è fatta di ghiaccio,menefreghismo... Spiacevole come cosa,ma utile a me per nn permettere più agli altri di ferirmi gratuitamente,o meglio,prima di riuscirci devono superare la barriera!!!
martedì 22 marzo 2011
Cosmic Love

A falling star fell from your heart and landed in my eyes
I screamed aloud, as it tore through them, and now it's left me blind
The stars, the moon, they have all been blown out
You left me in the dark
No dawn, no day, I'm always in this twilight
In the shadow of your heart
And in the dark, I can hear your heartbeat
I tried to find the sound
But then it stopped, and I was in the darkness,
So darkness I became
The stars, the moon, they have all been blown out
You left me in the dark
No dawn, no day, I'm always in this twilight
In the shadow of your heart
I took the stars from our eyes, and then I made a map
And knew that somehow I could find my way back
Then I heard your heart beating, you were in the darkness too
So I stayed in the darkness with you
The stars, the moon, they have all been blown out
You left me in the dark
No dawn, no day, I'm always in this twilight
In the shadow of your heart
The stars, the moon, they have all been blown out
You left me in the dark
No dawn, no day, I'm always in this twilight
In the shadow of your heart
March
venerdì 18 marzo 2011
Musica
giovedì 3 febbraio 2011
Il sole dietro alle nuvole
e anche dietro alle tue lacrime si celerà sempre un sorriso che qualcuno inevitabilmente ti strapperà,asciugandoti quelle piccole gocce di rugiada che cadono dai tuoi occhi.
Involontariamente ma lo farà e tu lo ringrazierai per quel piccolo e semplice gesto che varrà tanto per te.
Dietro ad una delusione ci sarà sempre un momento bello. ricordiamolo e non dimentichiamolo mai per far apparire un bell'arcobaleno c'è bisogno anche della pioggia ;)
Il sole dietro alle nuvole
e anche dietro alle tue lacrime si celerà sempre un sorriso che qualcuno inevitabilmente ti strapperà,asciugandoti quelle piccole gocce di rugiada che cadono dai tuoi occhi.
Involontariamente ma lo farà e tu lo ringrazierai per quel piccolo e semplice gesto che varrà tanto per te.
Dietro ad una delusione ci sarà sempre un momento bello. ricordiamolo e non dimentichiamolo mai per far apparire un bell'arcobaleno c'è bisogno anche della pioggia ;)
mercoledì 2 febbraio 2011
piccole verità
.... ti dice cosa ti aspetta prima di nascere. Non si è preparati a tutto quello che si vedrà. Te lo dico io. Incontrerai tante persone. Ci saranno quelle che ti lega il sangue, lo spirito, lo studio e il lavoro. Ognuna ti entrerà dentro, ti farà stare bene e male. Tu dovrai decidere se continuare a tenerla in te o lasciarla andare. Programmerai tutto, dettaglio dopo dettaglio per capire, alla fine, che non serve a nulla. Nella vita non si è soli quindi tutti ti stravolgono tutto. Capirai che se stai male c’è sempre chi ti può aiutare. Devi guardare nel tuo cuore e lì troverai la soluzione. Capirai che gli amici sono un dono prezioso che deve essere continuamente ricambiato, ciò che lega è qualcosa di più profondo, è lo spirito. Capirai che la famiglia è la tua fenice, non ti abbandona anche quando muore, ti protegge anche quando non ne hai bisogno. Capirai che l’amore è tutto. Tutto ciò che tiene i tuoi piedi sulla terra, il motivo per cui avere dei figli, il motivo per cui essere felici e condividere una vita con un altro essere umano. Capirai che il lavoro è qualcosa di duro, che arriverai a casa la sera stanco ma soddisfatto e sarai orgoglioso di chi sei diventato. Capirai che le cose scontate non sono belle, che tutto ciò che ti sembra difficile, lo è solo all’apparenza. Capirai che nulla succede per caso, che le occasioni vanno colte, e che ci deve essere sempre un motivo per tornare a casa. Capirai che anche quando cadi e ti fai male, dovrai rialzarti, cucire le ferite, ricordarti che le cicatrici non vanno via e che chi si ferma è perduto. Capirai cosa vuol dire piangere e aiutare qualcuno senza sentirsi obbligato. Capirai che vorrai fare tutto, vedere più cose possibili, ma che non ci riuscirai. Capirai che i sogni di quando eri bambino, rimarranno tali e che il tuo voler cambiare il mondo sarà solo un modo di dire. Capirai ogni giorno qualcosa di nuovo e che ogni qualcosa arricchirà la tua piccola vita, perché tu sei solo una piccola creatura al centro di una galassia nell’ universo!!
domenica 30 gennaio 2011
I trust you
O almeno è così che mi sento io ora. questa sera ho fatto una promessa,non tradire mai e poi mai quella fiducia e coltivare questo rapporto sempre più.
sabato 29 gennaio 2011
You'll never be alone
Si è verissimo,mi lagno troppo,dovrei imparare a starmene un pò più per i fatti miei e ci sto lavoricchiando. Ciò non significa però che io smetta di esserci per quelle persone a cui tengo e che mi sono sempre accanto,anche se non fisicamente,un pensiero basta eccome.
Questa settimana,soprattutto gli ultimi giorni devo dire che sono stati positivi... Ritrovarsi dopo un pò e vedere che certe cose in fondo non sono cambiate fa piacere. Rimani male,piuttosto, a vedere che qualcuno ti respinge a forza,che la tua manotesa (l'unica li)la schiaffeggia e ti guarda come per dire "non sono mica debole io... chi ti ha chiesto nulla". Così ti fai da parte,tirandoti al petto la mano e pensando. Non è la prima volta che ti becchi quello schiaffo. Guardi la persona tristemente e ti scosti un pò. Eppure la volta dopo ci riproverai,rischierai quello schiaffo sulla mano,ma non ti importa più di tanto. Hai capito che il tuo compito non è farla rialzare,ma ricordarle che non sarà MAI sola.
You'll never be alone!!
mercoledì 19 gennaio 2011
La musica
martedì 11 gennaio 2011
Semplicemente...
L'URLO
Quando senti che stai per scoppiare. Quando hai la testa piena di pensieri, che non ti lasciano dormire. Pensieri di ogni genere, che si sommano, si dividono, si moltiplicano e ancora e ancora... Non smettono di esserci, credi di essere riuscita ad accantonarne qualcuno, ma loro sono comunque li... Ti fermi un secondo e in quel secondo capisci che hai bisogno di dare sfogo a quei pensieri... Di dare loro un suono. Così cacci un urlo e tramite quell'urlo muto, spezzi il rumore del silenzio della tua stanza. Dopo ti senti più libera. I pensieri sono sempre li, ma si sono un minimo alleggeriti, è solo una sensazione... Ma è dannatamente LIBERATORIA!!!
venerdì 7 gennaio 2011
E' il colmo
mercoledì 29 dicembre 2010
martedì 28 dicembre 2010
BASTA
martedì 21 dicembre 2010
sogni/incubi
martedì 14 dicembre 2010

Lo seguii senza fare storie,presi la giacca lunga e la borsa e uscimmo.
Ci immergemmo nella notte fredda,sul suo suv che sfrecciava per le vie di San Francisco. Passai l’intero viaggio di un’ora e mezza a fissare il paesaggio. Ogni tanto mi voltavo a guardarlo. Era un pezzo di marmo,fissava la strada senza mai scostare lo sguardo,una mano salda sul volante,l’altra sul cambio. Mi fermai ad osservarlo e ad analizzarlo,pur sapendo che se ne sarebbe accorto,ma non mi importava. Questa sera sembrava diverso. Non so dirvi esattamente per cosa,ma c’era un’espressione strana sul suo volto. Come se fosse ansioso,preoccupato,pensieroso. Ma a cosa stava pensando?
Non l’ho mai saputo. Mi accorsi di essere arrivata solo quando voltò lo sguardo verso di me dicendomi:
-Angie,qualcosa non va? Guarda che siamo arrivati-.
Arrossii.
-No no,ti stavo solo guardando. Eri così immerso nei tuoi pensieri che sembravi quasi distaccato-.
Lui rise.
-So bene cosa vorresti sapere,ma non sono affari tuoi-.
Mi rispose con un tono mellifluo ma mi sembrò seccato.
Mi voltai,mandandolo al diavolo mentalmente,per aprire la portiera ma non feci in tempo a impugnare la maniglia per aprire che la portiera si aprii,da sola pensai. Stupida,era semplicemente sceso con una velocità tale da aprirti la portiera Angie,avanti ragiona.
Scesi con un po’ di difficoltà dal suv,un po’ per l’altezza,un po’ per le scarpe che indossavo. Mi piacevano i tacchi,ma con il lavoro che facevo li usavo raramente,solo ad alcune feste di amici.
Mi prese la mano e mi sollevò piano per aiutarmi.
-Guarda che so scendere da sola,non sono così vecchia e impedita-.
Lo guadai infastidita,perché aveva palesemente capito la mia difficoltà con quei trampoli tacco 12.
-Non ti preoccupare,non riaccadrà più-.
Mollò la presa e io barcollai,prendendo una storta.
-Cazzo!-. Esclamai,appoggiandomi alla portiera per sostenermi,avendo perso per qualche secondo l’equilibrio e la capacità di stare in piedi. Alzai lo sguardo e non lo vidi,poi udii la sua voce.
-Ti vuoi muovere?-.
-Vaffanculo Jean-Claude. Mi hai fatto indossare queste scarpe orrende e scomode,mi hai costretta a vestirmi come una donnaccia e mi rompi anche se ci metto un po’ a scendere dal tuo dannatissimo suv?-.
Rimase immobile a fissarmi,ma sul suo viso notai una smorfia. Sbuffando mi feci forza e iniziai a camminare,ma al terzo passo la caviglia mi faceva troppo male così decisi di levare le scarpe e lo raggiunsi tenendole in mano.
-Sai com’è io sono una cacciatrice non un’accompagnatrice-.
Alzò un sopracciglio.
-No tu sei una donna,è diverso-.
A quel punto non ci vidi più,ero accecata dalla rabbia,mi infilai i tacchi rialzandomi e lo superai con passo spedito,aprendo la porta ed entrando. Non lo avessi mai fatto. Davanti a me si aprirono le porte dell’inferno. Da fuori non avevo udito alcun suono,ma dentro,in quel locale era sparata una musica assordante. Una serie di luci stroboscopiche e rosse mi infastidirono alquanto. Ma fu ancora più sconvolgente quando notai le persone che vi erano all’interno. Uomini,donne e soprattutto vampiri.
In ogni angolo,dovunque voltassi lo sguardo c’era un dannatissimo succhiasangue che si stava nutrendo da un povero mal capitato. Agii d’istinto e portai la mano destra vicino al fianco,in cerca della mia katana,che ovviamente non c’era. Trovai invece il braccio freddo,pensando che fosse Jean-Claude,mi voltai di scatto,ma vidi subito che non era lui.
-Ehi bellezza,avrei un po’ sete-.
Aveva i canini esposti e due occhi color ambra,mi fissava e si passava più volte la lingua sulle labbra.
Mi si raggelò il sangue,quando vidi una mano afferrarlo da dietro per il collo e sollevarlo di almeno mezzo metro. Udii la voce e capii subito,ma rimasi ancor più shockata per le parole.
-Osa avvicinarti ancora a lei e ti farò conoscere la vera morte,lenta e dolorosa. Non lo sai che non ci si rivolge così ad una donna?-.
non gli diede neppure il tempo di rispondere,lo scaraventò all’indietro e il vampiro mugugnò,balzando in piedi e ringhiando.
- Qui ci è concesso bere e se questo bel bocconcino non ha intenzione di fare da drink,non sarebbe dovuta entrare-.
Jean-Claude scattò,ancorandolo al muro,con le zanne esposte ed uno sguardo omicida che mi terrorizzò.
-Lei non è qui come drink,bensì sta con me,è la mia compagna,quindi ora ti scuserai con lei per la tua maleducazione,chiaro?-.
Il vampiro scostò la testa di lato per guardarmi.
-Le chiedo scusa signorina-. Poi si dileguò.
Jean-Claude si voltò verso di me.
-Stai bene?-.
Annuii restando zitta.
Mi appoggiò una mano sulla schiena e mi spinse leggermente in avanti,verso un angolo di divanetti vuoto. Ci sedemmo e mi domandò cosa volessi da bere.
-Nulla-. Risposi.
-Sicura?-.
-Si,grazie. Al massimo più tardi-.
Mi fissò per un attimo,poi feci un respiro e mi decisi a chiederglielo.
-Prima hai detto che sono la tua compagna e quel vampiro si è subito scusato,perché?-.
Sorrise.
-Nel nostro ambiente ci sono delle regole ben precise,oltre ad una gerarchia per età,un vampiro non deve assolutamente sfiorare una donna,se questa appartiene ad un altro,anche se più giovane di lui-.
-Io non ti appartengo-. Mi affrettai a puntualizzare.
-Forse si,forse no,ma qui si! Anzi da oggi in poi tu sei mia,sei la mia compagna-.
-Cosa? Ma ti sei bevuto un po’ di sangue corretto per caso?-.
-Angie,non travisare,compagna per noi significa una donna o un uomo,dipende dagli interessi sessuali che un vampiro ha,che si è unito al proprio vampiro-.
-Ma noi non ci siamo uniti-. Iniziavo ad irritarmi.
-invece si,nel momento in cui ci siamo scambiati il sangue. Sappi che noi vampiri non doniamo il nostro sangue a chiunque. Solo in casi rarissimi. Ricorda anche che voi umani per noi siete fonte di cibo,raramente accade che uno di noi si innamori e si unisca ad un essere umano,ma quando accade,il vampiro fa uno scambio con l’umano in questione,legandosi a lui per sempre-.
Oh merda!
-Mi stai forse dicendo che da adesso fino alla mia morte io sono tua? Tua nel senso che è come se fossimo una coppia?-.
-Una specie. Ma tra noi è diverso. Non sono innamorato di te e tu non lo sei di me. Perché credi che mi sia così infuriato quando mi hai donato il tuo sangue? Mi hai salvato la vita e sarei stato in debito con te. Credi forse che io ti voglia?-.
Non seppi rispondere,so solo che mi balenò alla mente il ricordo di qualche ora prima nella doccia e decisi di dirglielo.
-Beh nella doccia non mi pareva che ti facessi schifo-.
Colpito e affondato.
-Ahahahahahahahahahahah,devi ancora imparare molte cose piccola-.
-Non sono piccola e men che meno sono tua,me ne frego delle vostre regole assurde e bizzarre. Ora voglio sapere cosa ci facciamo in un covo di pazzi sanguinari-.
-Hai ragione,ci siamo un po’ persi in discorsi inutili. Veniamo al dunque. Ti ho portata qui per mostrarti il mio mondo,siccome da oggi fino alla fine dei 6 mesi,dovrai venire con me. E’ bene che ti abitui sin da subito alla mia vita. A meno che tu non voglia rimanere chiusa in casa tutto il santo giorno-.
Non ebbi la forza di controbattere. Accavallai le gambe,per poi decidere di buttarmi nella mischia della pista.
Mi alzai e gli passai accanto,lui mi prese la mano e mi guardò con fare interrogativo.
-Dove vai?-.
-A ballare!-.
-Da sola?-.
-Ovvio che no,tu devi venire con me,sei il mio vampiro o sbaglio?-.
Sorrise,come suo solito e io mi sciolsi,mi stavo lentamente innamorando di quel sorriso.
-Sarò tutto quello che desideri piccola-.
Si alzò e mi baciò. Un bacio veloce ma inaspettato.
Le sue labbra calde sfiorarono le mie in un modo così provocante che provai il desiderio di essere ancora in quella doccia,lui mi fissò e mi disse:
-Beh è piaciuto anche a te allora-.
-Cosa?-. Chiesi ingenuamente.
-Baciarmi nella doccia,sciocchina-.
Mi avvamparono le guance.
-Cosa te lo fa pensare?-.
-Sei tu che lo hai pensato-.
Fuck!
-Mi leggi nella mente?-.
-No,però sento quello che provi,sia fisicamente che emotivamente,lo percepisco-.
Mi irrigidii all’istante.
Da adesso in poi avrei dovuto porre maggior attenzione a quello che pensavo e provavo.
Jean-Claude mi portò in pista e iniziammo a ballare. Ero completamente a mio agio,nonostante l’abito scomodo e i tacchi.
Jean-Caude era bravissimo a ballare,il massimo lo raggiunse in un tango argentino. Mi faceva roteare come se fossi leggerissima. E’ un ballo sensuale e faticai tantissimo a trattenere le mie emozioni,poi ad un certo punto decisi di lasciar perdere e mi abbandonai completamente. Bevemmo un po’ di spumante e quando capimmo di essere entrambi brilli,io soprattutto,tornammo a casa. Jean-Claude mi portò in braccio fino alla macchina,mi posò sul sedile del passeggero,mi allacciò la cintura e rimase a fissarmi per qualche secondo,poi chiuse la portiera,fece il giro e salì. Arrivammo a casa,lo capii dal fatto che sentii il profumo della mia stanza. Aprii gli occhi,Jean-Claude era sopra di me che mi stava spogliando con dolcezza,mi guardava solo una cosa,il collo. Osservava che il battito rimanesse regolare.
Il mio cervello aveva staccato la spina un bel po’ di ore prima. Allungai la mano e gli sfiorai una guancia,lui schizzò con lo sguardo ai miei occhi.
-Ehi come ti sen…-.
Lo interruppi posando un dito sulla sua bocca.
-Shut up-.
Mi agganciai ai suoi fianchi con le gambe,portai le braccia al suo collo,poi mi issai facendo forza e raggiunsi con le mie labbra le sue. Lo baciai,con passione. Le nostre lingue si trovarono e iniziarono una loro danza. Mi sentivo calda e appagata,lo desideravo,ora,in quel preciso istante.
Ma ad un certo punto Jean-Claude mi bloccò e mi staccò.
-Angie no!-.
Furono le uniche cose che mi disse,si alzò e se ne andò,lasciandomi lì,seminuda con una voglia pazzesca. Non capii,ma preferii non continuare. Era stato già abbastanza umiliante ciò che avevo fatto. Andai nel mio bagno,mi guardai allo specchio,mi feci ribrezzo. Mi struccai e mi infilai sotto le coperte,la testa mi girava a mille e il cuore martellava. Presi sonno quasi subito.
L’indomani mi svegliai di buon ora. Mi vestii e uscii per fare due passi,il tempo trascorse veloce e quando rientrai era già buio,fu il delirio.
Jean-Claude mi sbraitò dietro ogni sorta d’insulto.
Io non ne potei più. Avevo deciso di tacere la cosa,ma aveva esagerato.
-Non fare il finto interessato,primo perché sei un’idiota,seconda cosa,siccome ieri sera te ne sei sparito così,non mi rompere-. Tacque subito. Rimase accigliato e in silenzio. Ci fissammo per qualche minuto,non scostai il mio sguardo da lui,mi irritava,poiché stava lì a guardarmi. Riuscii a sostenere il suo sguardo,poi me lo ritrovai davanti a due cm da me.
-Non fare la sfacciata signorinella chiaro? Ti ho avvisata appena ce ne siamo andati dall’ufficio. Dovevi rimanere in casa,FINE. Se ti succedesse qualcosa non me lo perdonerei mai-.
-Non sei nessuno per dirmi cosa devo o non devo fare. Mi sono sempre presa cura di me stessa e tu in tutti questi anni non ci sei stato,quindi lasciami in pace-.
Lo sfidai con lo sguardo,poi aggiunsi:
-Non sai nulla di me,cinque anni non sono nulla,tu non sai cosa mi è successo e non mi interessa se hai conosciuto mio padre. Tu sei solo un individuo malato,un morto che cammina,un semplice assassino che avrei dovuto sgozzare quella sera in piazza. Sei solo un bastardo prepotente,solo perché sei millenario e hai quei cazzutissimi canini che ti servono per uccidere. Dimmi con quale criterio scegli la tua vittima eh? -. Non mi resi conto,presa dall’agitazione e dalla rabbia che si era fatto più vicino. Ero finita con le spalle al muro e lui era di fronte a me con il palmo delle mani appoggiato sul muro e le braccia tese.
-Pensi che io non sappia nulla di te? Pensi che non sappia che a sei anni sei stata attaccata e sei sopravvissuta poichè sei stata salvata e non sai da chi? Pensi che io non sappia quale sia il tuo gusto di gelato preferito? Menta e cioccolato. Pensi di sapere cosa sono? Beh ti sbagli,pensi che io non ti voglia? Pensi che a me non importi nulla di te? Angie ti sbagli,ti sbagli di grosso. Ti seguo da 5 anni è vero,per protezione però,ma ti ho vista crescere,ti guardavo da lontano e so cose di te che neppure tu sai. Conoscevo tuo nonno e tutta la tua famiglia da parte di padre. Erano tutti cacciatori e il primo di loro,il tuo avo Peter Corthonfist fu trasformato e divenne un vampiro cacciatore. Tu hai i suoi geni Angie e arriverà un momento della tua vita in cui affioreranno le tue abilità. Sono tornato in città quando ho scoperto che nel mio mondo ti stavano braccando,vogliono eliminarti perché sanno quanto diverresti pericolosa-.
Lo ascoltavo esterrefatta mentre mi spiattellava tutta la mia vita,tutti i miei segreti così,come se nulla fosse. Ripensai alla scena dell’attacco, a sei anni,ripensai a quella sagoma scura che mi portò in salvo,ripensai a quelle braccia forti a quel sorriso,a quello sguardo. Il mio cervello andò in corto,mi scollegai completamente e ricordai. I suoi occhi,li guardai fissandolo e lui ricambiò.
-Se…se…sei tu vero? Eri tu quella notte?-. Iniziai a piangere,avevo sempre immaginato che fosse stato un angelo a salvarmi non la cosa che da anni tento di uccidere,non il male in persona.
Abbassò lo sguardo e mi rispose:
-Si Angie,ero io. Devi sapere che sin dai tempi di Peter venne creata un’alleanza. Ogni cacciatore aveva il suo vampiro,segugio,guardia del corpo,amante in certi casi. Per quanto io sia vecchio,tu sei la mia cacciatrice,tra noi c’è un legame profondo che va al di là dell’attrazione fisica,che va al di là di tutto ciò che hai mai provato. Perché ti sei trovata al sicuro tra le mie braccia? Perché ti sei fidata? Semplicemente perché tu sei la sola persona per cui morirei,seriamente,sei l’unica per cui mi sacrificherei. Farei di tutto pur di vederti e tenerti al sicuro-.
Sollevai il braccio e gli accarezzai una guancia.
Ecco perché mi ero sentita così bene con lui,a mio agio,sicura e stavo bene. Era tutta una questione di alchimia di intesa. Ero in perfetta sintonia con il diavolo,no che dico con il MIO diavolo. Lo baciai. Non ci pensai neppure,lo volevo e non mi importava cosa fosse e neppure il fatto che fino a due minuti prima stavamo litigando.
Portai le braccia al suo collo,lo tirai verso di me e si appoggiò con il petto contro il mio,iniziò ad accarezzarmi il viso,le nostre lingue si intrecciavano,ogni tanto gli mordevo il labbro e lui rideva. Mi prese per i fianchi e mi sollevò,mi agganciai ai suoi con le gambe. Lo desideravo più che mai e capii che provava la stessa cosa lui. Mi portò nell’altra stanza,la sua,mi appoggiò sul letto sovrastandomi,continuando a baciarmi. Ad un certo punto si staccò e mi guardò,inclinando la testa un poco.
-Angie sei sicura di quello che stai facendo? Io non voglio obbligarti a fare nulla-.
-Ti voglio Jean-Claude,sono abbastanza grande da sapere cosa desidero-.
Sorrise come sempre,lo stesso sorriso che per tanti anni mi ha accompagnata attraverso quel ricordo,l’unica cosa bella di quella notte tragica per me.
Si avvicinò al mio collo e lo baciò con delicatezza. Rabbrividii al tocco delle sue labbra ma non ebbi paura,il cuore non sussultò.
-Non ti farei mai del male-.
-Lo so,ma adesso sta zitto-. Lo zittii e lo guardai.
-lo voglio Jean-Claude,vediamo se è vero che i vampiri sono così bravi a letto-.
-Ahahahahah non provocarmi piccola o poi te ne penti-.
-Non credo proprio-. Sorrisi io questa volta.
Ci spogliammo con disinvoltura e iniziammo a baciarci con passione. Io ero comodamente appoggiata al cuscino,ma decisi di rivoltare la situazione,mi misi sopra e lo fissai,lui appoggiò le mani sui miei fianchi e da li in poi persi completamente il rapporto con l realtà. Mi abbandonai completamente alle sensazioni. Sentivo le sue mani su di me e il respiro caldo sul mio collo.
Fu una nottata intensa e non la dimenticai facilmente.

2)SOGNI E REALTA'
Non ricordo più nulla di quella strana notte. Mi risvegliai l’indomani nel mio letto. Non so come ci sono arrivata,ma ero li,con il mio pigiama preferito addosso.
-Evidentemente ho sognato tutto-.
Scesi dal letto con estrema lentezza e andai in bagno. Mi fissai per circa mezz’ora il collo,alla ricerca di quei segni. Ma nulla,non c’era alcun segno sul mio collo,la mia pelle era perfettamente intatta e liscia.
Ebbi un brivido.
Corsi in salotto e cercai la Katana. Era li,riposta sul tavolino,sul suo piedistallo. Intatta e perfetta.
-Dannazione!-. Esclamai.
Eppure era stato così vivido quel sogno,il dolore. Poi mi venne un’idea. La testa,i segni li sarebbero rimasti. Neppure li vi era qualcosa,i capelli erano in ordine come il giorno prima.
No non è possibile,deve essere successo qualcosa,non posso essermi sognata tutto. Decisi di uscire. Mi vestii comoda e andai a correre. Mi sfogai e percorsi circa 10 km,fino in quel violetto. Non saprei dirvi come lo trovai,ma era quello il posto. Andai a fare un sopraluogo. Cercai per circa un paio d’ore ma zero. Nessun piccolo indizio della presenza di qualcuno,nessuna testimonianza della rissa della sera prima.
Mi convinsi di aver semplicemente sognato. Tornai a casa e mi feci una doccia calda. Quando uscii squillò il telefono,c’era la segreteria. Il mio capo mi chiedeva di vederci.
Sbuffai ma mi rivestii,questa volta per andare a lavoro. Fissai la katana e decisi di lasciarla lì dov’era. Uscii e arrivai un’ora dopo in ufficio.
-Ciao Angie!-.
Salutai la segretaria ed entrai nell’ufficio del capo.
-Voleva vedermi signore?-.
-Buongiorno Agente NVD,dormito bene?-.
-Benissimo signore-. Affermai.
-Si sieda,prego-.
Mi sedetti di fronte a lui,la mia gamba sinistra tremava,ero nervosa.
-Agente l’ho fatta venire qui per via di un problema che è insorto-. Si fermò e mi fissò,più precisamente mi squadrò,da capo a piedi.
-Mi dica-.
-Le do una vacanza Agente,vada dove vuole,purchè lontano da qui!-.
-Le dispiace spiegarsi meglio?-.
-Angie-. Non mi aveva mai chiamata per nome. –Voglio che tu ti allontani da San Francisco,per un po’.ti do una vacanza,niente missioni,niente mostri,vita normale,questo almeno per i prossimi 6 mesi-.
-6 MESI?-. Rimasi sbigottita.-Sta per caso scherzando? 6 mesi ferma? Signore io non capisco,sono il suo migliore agente,non ho mai fallito una missione,perché? Mi vuole licenziare o sostituire?-. Iniziai ad irritarmi,finchè qualcuno non interruppe il nostro discorso. Bussarono alla porta e il mio capo urlò “avanti”. La porta si aprii e lo vidi,fu allora che presi coscienza di non aver sognato nulla. Era lì,Jean-Claude in carne ed ossa,me lo ritrovai accanto in due secondi.
-Signor Calliston-. Fece un cenno con il capo per salutare.
-Signor Nikolson-. Rispose il mio capo. Si fissarono per qualche minuto e io sbottai.
-Mi vuole spiegare che diavolo sta succedendo?-. Sbattei i piedi per terra e mi misi in piedi. La mano di Jean-Claude si poggiò sulla mia spalla. Provai irritazione per quel gesto e lo fulminai con lo sguardo.
-Angie cerca di capire per favore. Non intendo licenziarti,né sostituirti,bensì proteggerti-.
-Non ho bisogno di protezione-. Sbuffai incazzata nera.
-Signore non si preoccupi,mi occuperò io di lei-.
-Cosa? Signore lei vuole proteggermi e mi lascia nelle mani di uno di Loro?-.
-Angie,so bene chi è il signor Nikolson e mi fido di lui. E’ il miglior cacciatore di taglie del mondo soprannaturale. E’ stato lui a dirmi che eri in pericolo-.
Fissai negli occhi il vampiro e lui mi guardò dolcemente. Abbassai lo sguardo nel punto in cui doveva essere stato ferito la notte prima,ma non vi era traccia.
Uscii dopo qualche minuto,poiché i due uomini dovevano parlare da soli. Jean-Claude uscii poco dopo.
-Possiamo andare-.
-Io non vengo da nessuna parte finchè non mi spieghi che succede-.
-Strada facendo saprai tutto,risponderò ad ogni domanda-.
Non mi andava giù questa cosa,ma accettai,non avrei potuto fare altrimenti. Quando arrivammo al parcheggio Jean-Claude mi inchiodò contro la portiera del suv nero e mi fisso in cagnesco.
-Che cosa vuoi?-.
-Ti rendi conto del pericolo che hai corso ieri notte?-. Tirò un pugno secco contro la portiera e la lamiera si piegò come se niente fosse. Chiusi gli occhi impaurita.
-Avrei potuto ucciderti,anzi stavo per farlo Angie,sei una pazza suicida,come hai potuto anche solo pensare di donarmi il tuo sangue?-. Il suo viso era contratto e nei suoi occhi lessi il tentativo,per quanto particolare,di chiedermi scusa per essermi balzato al collo.
-Scusa-.
Abbassai lo sguardo. Lui mi sollevò il viso con due dita e mi agganciò con lo sguardo. Provai una strana sensazione.
-Come hai fatto a portarmi a casa?-.
-Sono 5 anni che ti seguo-. Affermò.
Spalancai gli occhi e gli sferrai un pugno in pieno volto.
Sentii le ossa della mia mano frantumarsi e cacciai un urlo.
-Vedi che ti fai male-.
-Fanculo-. Risposi seccata.
-Lo so e hai tutte le ragioni per incazzarti,ma aspetta e ascoltami-.
Dio la mano mi faceva un male cane e come potevo stare calma? Un assassino maledetto mi aveva pedinata per ben 5 anni. Conosceva tutte le mie abitudini,così bene da sapere quale fosse il mio pigiama preferito.
Si morse il polso e me lo mise sotto al naso.
-Avanti bevi,il male passerà e la mano guarirà-.
Mi rifiutai ma non avrei retto,lo fece con la forza. Mi spinse il polso alla bocca e qualche goccia del suo sangue mi colò nella gola. Aveva un sapore terribile e nauseante.
-Va AL DIAVOLO!-. Gridai non appena me lo tose di bocca.
Rise!
-Sono io il diavolo!-.
Mmmmm ottimo.
-Bene,se lo sei torna all’inferno,maledetto bastardo!-.
-Angie te ne prego,Derek non vorrebbe questo-.
Il mio cervello rimase interdetto. Conoscevo un solo Derek,mio padre che era morto 10 anni fa quando avevo 16 anni in un incidente automobilistico,insieme a mia madre,Iris.
-Cosa hai detto?-.
-Hai sentito bene,Derek,si tuo padre-.
-Come conosci mio padre?-. Non mi importava più chi fosse o cosa fosse,sapeva qualcosa su mio padre.
-Dimmi tutto ciò che sai-.
Sospirò e si appoggiò accanto a me.
-Quando saremo a casa ti dirò tutto-.
Maledizione! ancora una volta avrei dovuto aspettare,ma questa volta era diverso,si trattava dei miei genitori,la loro morte non mi era mai andata giù,c’era qualcosa di strano. Mio padre era un guidatore provetto,non avrebbe mai perso il controllo della SUA auto.
Arrivammo nel suo appartamento mezz’ora dopo. Entrai e mi misi comodamente sul divano.
-Bene ora ti siedi qui e mi racconti tutto-.
Obbedì e mi raccontò di come aveva conosciuto mio padre durante una missione. Scoprii che mio padre aveva partecipato ad una retata per uccidere un gruppo di vampiri secolari. Ecco perché era stato via per così tanto tempo. Mi spiegò tantissime cose e mi raccontò alcuni frammenti della sua vita. In un paio d’ore scoprii che aveva ben 12016 anni.
-Li porti bene-. Dissi ridendo. In effetti lo guardai attentamente. Era alto 1.87 m,era robusto ma non troppo,non era grosso era massiccio,erano tutti muscoli,ma a differenza di certi uomini aveva anche un gran cervello. Moro con quegli occhi color nocciola che mi affascinavano,tratti perfetti,come se fosse stato scolpito nel marmo.
Aveva visto tantissime cose,aveva partecipato a quasi tutte le guerre che la mia mente ricorda.
Ero curiosa di sapere come era stato trasformato ma non me lo disse.
-Bene ora sai tutto-.
Già,ma non la cosa che più mi premeva sapere. Guardai fuori dalla finestra,era calato il sole,ma non avrei saputo dire l’ora esatta.
-Adesso fa come se fossi a casa tua,fatti un bel bagno,io devo uscire a fare delle commissioni,tempo un paio d’ore e sarò da te-. Mi sorrise.
-Ok-.
Si alzò e si infilò il lungo cappotto e uscì.
Rimasi da sola,perfetto! Avrei potuto curiosare qua e là per la casa. Stupida idea,notai poco dopo che vi erano delle telecamere.
-Pervertito,come minimo si filma tutte le sue performance-.
Entrai in bagno e fortunatamente li non vi erano telecamere. Decisi di farmi una doccia. Aprii l’acqua calda e iniziai a spogliarmi. Entrai e misi la testa sotto il getto della doccia. Che meraviglia,stavo davvero bene. Chiusi gli occhi e persi la cognizione del tempo.
Non sentii neppure la porta aprirsi e richiudersi. Non mi accorsi della presenza di Jean-Claude finchè non mi sfiorò la schiena con le dita gelate. Sussultai e mi voltai.
-Esci sub…-. Mi bloccai e feci scorrere lo sguardo sul suo corpo nudo,davanti a me.
Era magnificamente bello. I pettorali e gli addominali ben definiti,la classica V che fa impazzire le donne, risollevai lo sguardo di botto,puntandolo sulle braccia. Bicipiti perfetti. Il tutto accadde in qualche secondo,poi giunsi agli occhi. Mi stava scrutando anche lui,aveva fatto una scansione perfetta del mio corpo. Mi ero dimenticata per un attimo di essere anche io nuda.
Arrossii e lo capii da due fattori. Primo sentii le guance andarmi a fuoco,secondo lui sorrise,in modo così naturale da spiazzarmi.
-Non ti spiace vero se mi faccio la doccia con te?-.
Sfrontato pervertito,pensai,ma la mia bocca pronunciò parole diverse.
-Figurati. Immagino che in tutta la tua vita,tu abbia visto così tante donne nude da non stupirti più di nulla-.
Rise,di gusto e si appoggiò con la spalla al muro della doccia.
-E’ vero,ma la bellezza femminile mi stupisce sempre-.
Alzai un sopracciglio.
-Si come no-. Mi voltai dandogli le spalle e percepii la sua vicinanza. Ero imbarazzata e tesa. Era passato davvero troppo tempo dall’ultima volta in cui ero stata così vicina ad un uomo.
-Rilassati Angie-. Iniziò a massaggiarmi le spalle e io mi rilassai all’istante. Stavo davvero bene,l’acqua mi colava calda sulla testa e le sue mani pressavano e toccavano i punti in cui ero più tesa sulle spalle.
Fui colta da un fremito e mi voltai di scatto,non ci pensai due vote e lo baciai. Avevo bisogno di quello,lo volevo e lui lo sapeva. Bastardo,così non valeva. Non si scostò,anzi mi afferrò alla vita con un braccio,mentre con l’altro mi accarezzò una guancia.
Credevo fino a quel momento che le sue labbra fossero fredde,non era così. Erano morbide e calde,più di quelle di qualsiasi uomo avessi mai baciato.
Schiusi le labbra e incontrai la sua lingua,il ricordo che ne avevo non era affatto piacevole. Cosa che non accadde ora. Ci baciammo con sempre più passione e la cosa mi piaceva.
Non andammo oltre,per mia fortuna,perché se solo dopo un bacio avevo perso il contatto con me stessa,non oso pensare a cosa sarebbe potuto succedere se ci fossimo spinti oltre.
Uscimmo dalla doccia,io per prima e mi coprii subito con un asciugamano che trovai lì vicino.
Mi diressi in camera e lì trovai tutte le mie cose,ordinatamente poste sul letto.
-Sei entrato in casa mia?-.
-Si-. Rispose lui,mi voltai e lo vidi lì,con l’asciugamano avvolto alla vita con le braccia conserte. Mi stava guardando.
-Ho pensato che avresti voluto le tue cose vicino,soprattutto visto e considerato che dovremo andarcene-.
-In effetti. Grazie-. non volevo sapere con che criterio avesse scelto le cose,ma a quanto mi sembrava c’era tutto,Non volevo neppure sapere come aveva trovato ogni singola cosa,soprattutto l’intimo.
Solo un paio di cose stonavano con tutto il resto. Un abito rosso fuoco che arrivava pressappoco all’altezza del ginocchio e delle decoltè,tacco 12, lucide nere.
-E quelle?-.
-Un piccolo regalo per farmi perdonare. Sono adatti per la serata che ci aspetta-.
-A si? Cosa c’è non ti va bene come mi vesto?-.
-Vai benissimo,ma serve un abito simile per entrare nel posto in cui andremo-.
-Bah-. Borbottai.
-Perché non li indossi?-.
-Esci e aspettami fuori-.
-Certo-.
Dopo una ventina di minuti uscii dalla stanza e Jean-Claude era sul divano a sorseggiare un drink nel suo abito da sera. Camicia nera che contrastava con la pelle e jeans chiari. Stava da dio. Aveva un profumo buonissimo addosso. Quando mi notò e mi guardò spalancò la bocca e rimase zitto.
-Che c’è?-. Lo guardai male,poi aggiunsi : -Ok mi cambio-. Mi voltai dirigendomi verso la camera,ma mi balzò accanto.
-No,assolutamente,è che sei…- Prese fiato. –Sei stupendamente sexy-.
Rimasi immobile e sorrisi.
-Grazie-. Dissi a bassa voce,pensai per un attimo di averlo solo pensato ma capii dal suo sguardo di averlo detto.
-Anche tu-.
Si avvicinò e mi prese la mano.
-Forza,è ora di andare-.
lunedì 13 dicembre 2010
primo capitolo del racconto :)

1)NOTTI FREDDE...
Sono sul treno e sto viaggiando per la città. Fisso fuori dal finestrino e conto le gocce. Disegno sul vetro con le dita. Siamo un mucchio di sardine, spiaccicate l’una accanto all’altra. Riesco a voltare un poco la testa e lo vedo,seduto che fissa un punto preciso. Il collo di una ragazza li di fronte,bella e sensuale. Eh no penso dentro di me. non davanti a tutti per lo meno . Metto la mano sotto la giacca e sento il manico della mia Katana. Sono pronta a sfoderarla se fosse necessario,ma preferirei evitare,troppi civili di mezzo. Il treno si ferma e lui scende. Cazzo. Spintono un po’ ma prima di arrivare all’uscita le porte mi si chiudono davanti. Nooo. Lo perdo di vista e resto li,con il naso attaccato al vetro incazzandomi con me stessa per essermelo fatto sfuggire. Scendo alla fermata seguente e mi incammino verso il centro. Le mani in tasca e lo sguardo vigile. Passo per i vicoletti più bui e impugno la Katana,solo così mi sento al sicuro. Arrivo in centro e c’è un gregge intero di persone che vanno avanti e indietro per negozi. Periodo di Natale,quanto lo odio. Passo in mezzo alla folla,volto lo sguardo all’indietro per scrutare meglio ma vado a sbattere contro un corpo solido e duro. Merda,penso. La Katana mi cade per terra e noto subito delle lunga dita affusolate che la impugnano. Il mio cuore inizia a battere veloce. E’ lui,cazzo,mi ha notata e ha in mano l’unica arma che ho per difendermi. Alzo lentamente lo sguardo da terra,non è lui. Incontro i suoi occhi. Due iridi color nocciola mi fissano,sono inquietanti. Sposto lo sguardo sul resto del viso velocemente e scorgo una bocca perfetta,il disegno delle labbra,rosse come un bocciolo di rosa contrastano con il bianco candido della pelle.
Quelle labbra perfette celano un arma appuntita,ma che dico due armi appuntite. Potrebbe uccidermi in un secondo. Riporto lo sguardo ai suoi occhi,sono freddi,vuoti. Continua a fissarmi,all’incirca saranno passati un paio di minuti,di completo e irritante silenzio.
Fu lui a parlare per primo.
-Questa splendida spada dovresti trattarla meglio-.
Pff ma che cazzo ne sai tu di come la tratto,pensai.
Sorrisi sfrontatamente.
-Hai ragione,scusa sono un po’ distratta-.
Mi sorrise,mostrò i suoi denti,perfetti come il resto.
-Mi chiamo Jean-Claude,piacere-.
Mi porse la mano a mo di stretta.
La afferrai saldamente.
-Angie-. Affermai.
-Gran bel nome,mi ricorda tanto un angelo-.
Ero tutto tranne che un angelo. Sono una spietata assassina,cacciatrice di mostri. Mi sono specializzata in una delle scuole più prestigiose sul soprannaturale,soprattutto amo trattare con i Vampiri.
Nella mia vita ne avrò uccisi un centinaio,tra giovani e antichi.
-Potrei riavere la mia spada?-.
-Certo scusa-.
Me la porse e io la afferrai velocissima,ritraendola sotto la lunga giacca nera di pelle.
Stavo per andarmene,quando mi afferrò un polso.
Scattai come una molla,ma la sua presa era salda.
-Lasciami o mi metto ad urlare-. Con la mano libera impugnai la spada.
Se fossi stata costretta l’avrei usata e lo avrei decapitato lì,seduta stante.
-Non credo proprio. Non ti converrebbe. Piuttosto seguimi,senza fare domande-.
-Col cavolo che ti seguo,non so neppure chi sei-.
Imbronciata iniziai a fare forza per sfuggire alla morsa di acciaio.
-Angie,non ti conviene,davvero. Non sto scherzando,devi venire con me-.
-Devo? Ma chi ti credi di essere eh? Non sono più una bambina e non prendo ordini dagli sconosciuti-.
-Hai ragione e lo capisco,ma fidati di me,è meglio se ce ne andiamo e rimani con me-.
Cazzo ho perso un potenziale assassino notturno e me ne ritrovo
un altro davanti che pretende che vada con lui.
Lo fissai accigliata e lo guardai negli occhi. Quegli occhi,mi hanno insegnato a non fissarli mai troppo,la maggior parte ha la capacità di intortarti e di farti fare ciò che vuole. Poi mi si accese una lampadina. Perché no?,potrei andare con lui e vedere che vuole. Potrei coglierlo di sorpresa. Durante tutto il mio viaggio mentale il vampirello non accennò a mollare la presa,fino a quando,in una frazione di secondo non mi ritrovai con la faccia contro il suo petto.
-Ehi che dia…-. Mi bloccò alzandomi il viso con una mano.
-Angie so cosa sei e cosa fai,so che sai che razza di mostro sono,ma ti prego di seguirmi. Questa notte è bene che tu non sia in giro-.
La mia faccia deve aver assunto la forma di un punto interrogativo,poiché stava per scoppiare a ridere.
-Ok-. Risposi e lui sorrise dolcemente. La sua mano scivolò dal polso alla mia stringendola,intrecciando le sue dita fredde con le mie.
Il mio cuore fece una capriola. Oh gesù,ma che mi prende? Mi sentivo bene,al sicuro. Come poteva essere possibile?
Lui sorrise di nuovo.
-Non mi dire…Facciamo davvero questo effetto?-. Mi guardò e mi accarezzò un guancia.
Spalancai gli occhi e ritrassi la mano subito.
Poi non feci neppure in tempo ad aprire la bocca che mi ritrovai sdraiata sull’asfalto freddo della strada,picchiai la testa violentemente e sentii un calore provenire dal retro della mia testa. Merda,sangue! Vidi il corpo di Jean-Claude irrigidirsi e la sua bocca contrarsi in una smorfia. Udii un ringhio profondo provenire dalla sua gola. Mi sovrastava con la sua mole.
-Merda!-. mugugnò,mi tirò su come se fossi una piuma. Iniziò a correre veloce e si imboscò in una strada senza uscita.
-Resta qui e non ti muovere-. Mi fece sedere in un angolo.
-Ma dove vuoi che vada?-. Sbraitai tenendo premuta la mano sulla ferita.
Jean-Claude faticava a stare calmo,i suoi occhi erano di un rosso acceso e i canini spuntavano da quelle labbra perfette.
Ebbi paura per un nano secondo,dopo di che si voltò velocissimo ed emise un ringhio profondo.
Scostai la testa per vedere oltre la sua sagoma a cosa stesse ringhiando.
Cinque figure scure,avvolte da mantelli si dirigevano verso di noi.
-La ragazza,è nostra!!-. sussurrarono in coro,ma riuscii a percepirlo.
-Lasciatela in pace,lei è MIA!!-. Affermò Jean-Claude con convinzione.
Emisero una specie di risata gutturale ed uno di loro balzò contro Jean-Clude il quale tirò fuori la mia katana dal fodero e lo mancò di striscio. Il vampiro lo schivò gettandosi di lato. Jean-Claude gli balzò addosso e lo azzannò alla spalla.
Emise un grido gutturale e mi si raggelò il sangue. Era buio e non vidi molto. So solo che si dileguarono pochi secondi dopo.
Jean-Claude rimase fermo per qualche minuto,poi si inginocchiò emettendo un gemito. Capii e balzai accanto a lui,ma mi girò la testa e caddi li vicino.
-che è successo? -. Riuscii a chiedere.
-Sto bene piccola,non ti preoccupare,è solo un graffio-.
Cercava di nascondere il dolore,ma io l’avevo capito. Mi sollevò come aveva fatto prima e mi portò a casa sua. Mi fece accomodare sul suo letto e si preoccupò di sistemare la mia ferita sulla testa. Ormai il sangue era raffermo e i capelli erano completamente rossi. Spuntava qualche rara ciocca dorata.
-Adesso sistemiamo questa ferita-. Mi sorrise.
Sorrisi anche io,stranamente.
Prese delle spugne e delle bende. Iniziò a tamponare la ferita con delicatezza,era calmo nonostante l’odore di sangue fosse pungente.
Notai comunque la tensione sul suo viso,quando mi passò accanto con le bende sporche e nel momento in cui le bruciò.
-Mi dispiace,avrai sete!-.
Affermai e lui non disse una parola,mi fulminò con lo sguardo.
Si scostò dal piccolo fuocherello che aveva acceso e si diresse verso il bagno,ma si accasciò a terra con un tonfo.
-Jean-Claude-. Gridai e scesi dal letto veloce,questa volta nessun giramento di testa. Arrivai accanto a lui e mi soffermai a guardarlo. Sembrava morto. Lo era in un certo senso.
Andai nel panico,non so per quale strano motivo sentii il bisogno e la voglia di aiutarlo,di salvarlo,se così si può dire. Agii in fretta e velocemente. Mi diressi in cucina,il cuore mi martellava nelle orecchie. Ero agitata ed impaurita,trovai un coltello,tornai da lui,mi sedetti e aspettai qualche secondo. Mi morsi un labbro e lo feci. Mi tagliai il polso e lo portai alla sua bocca.
Vidi il liquido rosso colare a piccole gocce nella sua gola. Era ancora fermo ed immobile,poi spalancò gli occhi,mi lanciò contro il muro e picchiai nuovamente la testa. Emisi un gemito ma non uscii alcun suono dalla mia gola. Era stata lacerata all’altezza dell’attaccatura del collo. Due lame taglienti mi avevano perforata in quel punto. La sua lingua ruvida passava più volte intorno ai due piccoli fori e sentii la morsa della bocca stringersi e lui succhiare con forza. Strinsi i pugni e chiusi gli occhi. Sentii piano piano le forze abbandonarmi. Cercavo invano di levarmelo di dosso. Era già successo una volta. Ero piccola,avevo 6 anni all’incirca quando fui attaccata e scoprii l’esistenza di tali mostri notturni.
Comunque tornando al presente. Lui continuava a succhiare e io smisi di dimenarmi,il mio braccio destro,che prima stringeva il suo bicipite cadde sul mio fianco. Non morirò,non ora,si fermerà. Mi ripetevo nella mente. Ma questo pensiero svanii quando iniziai a non udire quasi più il mio battito cardiaco. Fu allora che Jean-Claude si staccò dal mio collo. La bocca insanguinata,gli occhi sbarrati,c’era la morte in quello sguardo e non era più il bel ragazzo che avevo visto poco fa in centro. Era un mostro,aveva lasciato che l’istinto superasse la ragione.
Mi guardava e notai solo una piccola cosa,prima di perdere i sensi del tutto. All’angolo del occhio destro,una piccola gocciolina rossa gli colò su una guancia. Lacrima,pensai,poi crollai a terra inerme.
basta
domenica 12 dicembre 2010
tatoo

sabato pomeriggio...ore 15.45... ho un pò di ansia...lo ammetto ahahahahah
venerdì 10 dicembre 2010
notte prima del tatoo
SMOKE

Suona la sveglia...Sono le 7.00
